LAURA BERTOLINI POETRY

Rosa e Tulipano



Il mio pensiero sfiora appena una tua idea
come una lieve brezza
nel segreto giardino.
Ti ruberei alla terra in un minuto
per l’eterna estasi del tuo profumo,
per nutrirmi del prezioso miele che non dai,
per un brivido e una carezza,
che mi lascino al vento,
spettinata e manomessa.
Non come adesso!
Fradicia della pioggia
della tua distante freddezza,
a denti stretti sotto il tuono
della mia impazienza.

INCHIOSTRO

Cosa veramente io meriti

è forse un tatuaggio

che ricordi il dolore

di un respiro troncato.

Che mi ricordi di quelle volte

che ho finto di non sentire

il telefono squillare,

di tutte le volte che

ho sentito la testa pesante,

di tutte le volte che

ho riso sulle mie fobie,

di tutte le volte che

ho tolto schegge dai cuori,

nei mesi invernali sovrappeso,

quando non si fanno programmi.

Di tutte le volte che

mi hanno prestato oppressioni,

di tutte le volte che

mi hanno ringraziata

di aver tenuto loro lontana la morte.

Di essere stata la regina del punk rock

e della  missione di quella più forte.

Ora, in una nuova pelle,

sopravvissuta in terra straniera

affievolita da una bicicletta incidentata,

con una cicatrice per sempre,

che è come un tatuaggio,

zoppicando attraverso il giorno,

guardandolo con gli occhi della Luna

e per voi sono a Las Vegas.

Ad occhi chiusi

Nelle cavità del mio silenzio

a volte gocciola la musica

e mi parrebbe di sentirla

sulle punte delle dita.

I piedi si sollevano

e ad occhi chiusi,

ad occhi chiusi

un lampo.

Il mare.

Nello spazio che mi divide

a volte tintinna la voce

e mi parrebbe di trovarla

sulla punta della lingua.

Le labbra si sollevano

e ad occhi chiusi,

ad occhi chiusi

un canto.

Il caffe’

Nello strappo che ho nel cuore

a volte vibra il ricordo

e mi parrebbe di vederlo

sulla punta del mio naso

Le braccia si sollevano

e ad occhi chiusi

ad occhi chiusi

una lacrima.

La casa.

STO PER LASCIARE TUTTO

Sto per lasciare tutto

non per te, ma per l’amore:

per quella favola bambina che ogni donna conserva.

Sto per lasciare tutto

per seguire il sogno tuo,

verrò con te che mi hai saputo dare

il bene e qualche volta il male.

Sto per lasciare tutto

soprattutto i parenti e gli amici,

le mattonelle su cui ho camminato scalza

e tutto quello che conosco.

Sto per lasciare tutto,

anche me stessa,

verrò con te dall’altra parte del mondo

dove niente mi aspetta

tranne te.

Sto per lasciare tutto

per un uomo , che da uomo

non conosce fino in fondo

il senso delle cose.

Verrò con te perché

da donna, come donna

non conosco un senso nella vita

che non sia l’amore.

“I’m about to leave everything”

I’m about to leave everything

not for you, but for love:

for that little girl’s fairy tail to which every woman holds on.

I’m about to leave everything

to follow your dream,

I’m coming with you with what you have to give

the good and sometimes the bad.

I’m about to leave everything

most of all the family and the friends,

the tiled floor upon which I have walked barefoot

and everything that I know.

I’m about to leave everything,

including me myself.

I’ll come with you to the other part of the world

where no one is waiting for me

except for you.

I’m about to leave everything

for a man who, as a man,

doesn’t know the true meaning of things.

I will come with you because

as a woman, like a woman,

I do not know the meaning of a life

that is not love.

(thanks to Marina Maes for the English translation)

AMICO/ FRIEND



Sono attimi quelli che ereggono il tempo corrente,

mutante è la crosta con piccole radici resistenti.

E’ l’età che sembra farci camminare in cerchio,

vagando su percorsi che si incrociano,

cercando appoggio nel rovente nucleo .

 

Sopravvissuta all’uso nella necessità,

spingo l’occhio oltre il deserto

e in questo mezzogiorno

raccolgo fossili memorie,

ma mi rallegro al nuovo incontro.

 

Le distanze creano zolle d’esperienza,

un foulard che scivola tra le mani,

il tacco slacciato tra il muro e la porta,

la polvere che dorme sul davanzale,

il canto sottile della musica,

la nostalgia di una voce.

 

Quanta fatica diventare adulti,

scoprirsi senza una reale storia

a volte brutalmente abbandonati,

riversi sulle bocche dei finti amici,

smarriti sui gradini dei segreti.

 

Noi due, bambini, liberi nei canneti.

L’odore dell’uva fragolina,

il volto materno della Terra,

il patto di sangue tra due figli unici.

Ti scopro ancora qui. Sei tu la mia difesa ,

sei tu il mio ponte sul disordine.


Friend

There are those moments that create the present,

changeable as the earth’s crust with little resistant roots.

It’s the age that causes us to appear as if we are walking in circles,

roaming on paths that interconnect,

looking for something to lean on in the middle of the earth’s red-hot core.

Survivor of the ways of necessity,

I thrust my eye beyond the desert

and during that midday

I gather again the fossil memories

but I rejoice at this new encounter.

Distance creates earth clods of experience,

a scarf that slips through your hands,

the unstrapped high heel caught between the wall and the door,

the dust that sleeps on the windowsill,

the sound of someone singing softly to the music,

the nostalgia of a voice.

How hard it is to become adults,

to discover oneself without a real history

sometimes brutally abandoned,

to see oneself on the lips of fake friends,

bewildered on the steps of secrets.

The two of us, kids, free amongst the reeds,

the smell of juicy grapes,

the motherly face of the Earth,

the blood brother pact between a brother and a sister,

I see you’re still here. You are my protection,

it is you who is my bridge over chaos.

(thanks to Marina Maes for the English translation)

Migrazioni/Migrations

Apro le  braccia io sono il falco,

sconfinato, immaginario,  protetto ,

sto sopra il cornicione del mondo.

Vedo il mondo, qui sotto ai miei piedi,

il mondo obliquamente alieno,

il sasso, che scivola in mezzo al capanno e si perde,

i cani che mi abbaiano sotto.

Devo ora  trovare, muovendo un minimo pezzo di senno,

come si possa spuntare dall’altra parte senza farsi toccare,

là dove  una banchina  fu baita alla speranza.

Sento  che  non abbiamo

stretto molte altitudini, perciò,

quasi volando,  emigro da solo

in un empireo  flusso di coscienza .

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Migration

I open the arms I am the falcon

unbound, imaginary, protected

I’m on top of the ledge of the world.

I see the world, here beneath my feet

the world obliquely alien,

the stone that rolls into the middle of the shed and is lost,

the dogs bark beneath me.

Now I need to find, using just a bit of wit,

a way to spring out from the other side without touching anything

there is where my refuge of hope was docked.

I feel like we haven’t yet scaled many heights, so

almost flying, I emigrate alone

into an empyrean stream of consciousness.

LAURA BERTOLINI ( thanks to Marina Maes for the translation)

a mia Nonna/Grandmother’s poem

Nel silenzio dell’inverno 

un legno si spezza.

Volano via anche gli uccelli.

Io resto ferma.

Non è l’odore d’erba fresca

quello che sento:

è quasi freddo,

io non mi muovo.


Al ritorno dai bambini

ho le grida della vita

adombrate dalle grida

della madre.

E la madre della madre

si addormenta nel fiume

mentre il grano si fa d’oro

sotto il sole.

Dov’e’ l’anima del camino?

Il fuoco bello ,

le castagna il mandarino,

la stella di Natale,

il tavolo imbandito?

Tace

il tintinnare di monetine,

la nenia di preghiere della sera

la serie di novelle sulla vita.


Dov’e’ la mano calda?

L’aspetta accanto al fuoco

il suo bastone.

Che resta fermo.

Che non si muove.

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In the silence of winter

A branch cracks.

Even the birds are flying away.

I remain still.

It is not the aroma of fresh grass

That I smell:

It’s getting cold,

I am not moving.

When the children begin to return home

I carry their shrieks of life

Foreshadowed by the shrieks of the mother.

It’s the mother of the mother

Who sleeps in the river

While the grain becomes gold

Under the sun.

Where is the spirit of the hearth

The beautiful flame

The chestnuts, the mandarins

The poinsettia

The laid table?

Still

The jingling of coins

The murmur of evening prayers

The series of stories about life.

Where is the warm hand?

Her cane waits for her by the fire,

It is still,

It is not moving.

LAURA BERTOLINI(thanks to Marina Maes for the translation)

Truth

"Verità"

I belli hanno una parte, la parte non é tutto.

I ricchi pagano da bere per compiacersi di se’.

Gli scienziati scelgono strade meno complicate.

Un pazzo, un fallito, un altro disperato, un povero,

un drogato, un vecchio yogi

siedono in cerchio con i loro tesori nascosti

e aspettano l’ora nella notte in cui la Luna

fa piovere monete d’oro nel mare.

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The beautiful people have their share; their share is not everything

The rich pay for their drinks to enjoy themselves.

The scientists chose the least complicated paths.

A madman, the loser, another hopeless one, a pauper,

a drug addict, an old yogi

sit encircled by their hidden treasures

and await the hour during the night in which the moon

Rains coins of gold upon the sea.

LAURA BERTOLINI (thanks to Marina Maes for the translation)